domenica, 20 luglio 2008

I "Quaderni"

su "Imperfetta Ellisse"

Ringraziando Giacomo per l'ospitalità

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sabato, 19 luglio 2008

02 quaderni

 

se io non brucio

e tu non ardi

se tutti e due non prenderemo fuoco

chi mai dissiperà le tenebre

 

(Nazim Hikmet)

 

giovedì, 17 luglio 2008

07 quaderni

 

Il viaggiatore pensieroso si attarda nelle partenze, indugia

fra le incertezze del cuore

 

(Giampiero Neri)

 

 

domenica, 13 luglio 2008

 

     impostura.-04

L’anima sceglie i suoi compagni

e poi chiude la porta

la sua divina maggioranza

estranei non sopporta.

 

Emily Dickinson

 

 

martedì, 24 giugno 2008

appesi a segmenti d'esistenza

racchiudendo l'accaduto in un titolo

dischiudersi al cielo

 

Se il tempo poetico è un tempo emotivo ogni attimo di scrittura è il tentativo di irradiare un testo. Vivere  consapevoli di un tempo emotivo vuol dire fornire una stampella alla carne, un  sostegno al vedere, un cuore in discesa che rotola verso qualcosa  che si predispone alla bellezza.

Credo in una scrittura "autorivelantesi" se quando mi rileggo non mi scopro, ho prodotto solo scorie . Un tempo pensavo bastasse liberarsi di questi detriti per scrivere una pagina, ma non è così, è necessario arrivare al cuore dell'impostura che ha nella sua essenza quella di essere smascherata. In questo procedimento le parole si rivelano per ciò che sono per il loro carattere d'innocenza, perchè compito di chi scrive è liberarsi delle parole colpevoli, lì risiede l'immane fatica, lì gronda tutto il sudore...

domenica, 15 giugno 2008
Di cuore ringrazio Francesco Marotta  per avere dedicato nel suo spazio un gradito contributo ai "quaderni". Approffitto quì per ringraziare anche tutti gli amici che hanno contribuito con me alla sua realizzazione e alla sua diffusione. Spero che le parole che vi sono contenute sappiano essere all'altezza del'ottima accoglienza ricevuta.
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sabato, 14 giugno 2008

furio-impostura

con un centimetro di tutto

il suo dire non è in parole

C'è un getto eppure c'è una gestazione in questo omaggio di Furio ai quaderni, la presenza dell'esperienza, il dato inquisitore che chiede ai demoni la provenienza ha lo stesso reclamo, la stessa supplica che rivolgiamo all'invisibilità: mostrati...e allora eccola l'impostura, quella vera, quella che progetta un nulla senza rischi che ci fa sputare millimetri di sillabe inservibili, che ci fa sperare di salvarsi dalla malattia..grazie amico mio per questo e per altre cose....

 

giovedì, 12 giugno 2008
Informata coerenza tra i frammenti come se l'io narrante sapesse come va a finire, ma incertezza è la parola più ripetuta del testo: incertezza come luogo di risposta al chiedersi come vediamo la vita..la stessa che ci appare snaturata di bellezza o così carica di tentativi. Sono le cose che succedono sulle quali non è possibile agire , perchè per agire bisognerebbe trattenere
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venerdì, 06 aprile 2007
Non ti scrivo da una debolezza, ne da un languore di gioventù, ma da una barca in secca, da un frammento di pelle, lo faccio da una matita smagiucchiata, da un odore di chiuso, mentre con gli occhiali da sfigato osservo il mondo da una pioggia battente che lucida l'asfalto e la mia timidezza opprimente. Sale piano il rumore della tua vita, odori nuovi di vitamina e gastrite, di distanze corte e parole freddolose che raschiano in gola, vorrebbero dire, ma muoiono appena prima di uscire.
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giovedì, 05 aprile 2007
In  questi smozzicati sorrisi di Pasqua e dintorni, auguri formali e strette di mano risento alle spalle il peso dell'ombra, quel fardello che pesa e da sempre trascino. Manco di sonno e di armonia, coltivo inquietudini per un inverno finito e forse mai stato, non mi ha mai rasserenato la primavera. Vivo in mansarda e come Emil "sono uomo da grondaia", questo girovagare di rondini, questo intrecciarsi di nidi e stabilite rotte...io ho una curva nomade, un dettaglio da finire, una tasca vuota e nessuna storia da raccontare. 
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