
se io non brucio
e tu non ardi
se tutti e due non prenderemo fuoco
chi mai dissiperà le tenebre
(Nazim Hikmet)

se io non brucio
e tu non ardi
se tutti e due non prenderemo fuoco
chi mai dissiperà le tenebre
(Nazim Hikmet)

fra le incertezze del cuore
(Giampiero Neri)

e poi chiude la porta
la sua divina maggioranza
estranei non sopporta.
Emily Dickinson
appesi a segmenti d'esistenza
racchiudendo l'accaduto in un titolo
dischiudersi al cielo
Se il tempo poetico è un tempo emotivo ogni attimo di scrittura è il tentativo di irradiare un testo. Vivere consapevoli di un tempo emotivo vuol dire fornire una stampella alla carne, un sostegno al vedere, un cuore in discesa che rotola verso qualcosa che si predispone alla bellezza.
Credo in una scrittura "autorivelantesi" se quando mi rileggo non mi scopro, ho prodotto solo scorie . Un tempo pensavo bastasse liberarsi di questi detriti per scrivere una pagina, ma non è così, è necessario arrivare al cuore dell'impostura che ha nella sua essenza quella di essere smascherata. In questo procedimento le parole si rivelano per ciò che sono per il loro carattere d'innocenza, perchè compito di chi scrive è liberarsi delle parole colpevoli, lì risiede l'immane fatica, lì gronda tutto il sudore...

con un centimetro di tutto
il suo dire non è in parole
C'è un getto eppure c'è una gestazione in questo omaggio di Furio ai quaderni, la presenza dell'esperienza, il dato inquisitore che chiede ai demoni la provenienza ha lo stesso reclamo, la stessa supplica che rivolgiamo all'invisibilità: mostrati...e allora eccola l'impostura, quella vera, quella che progetta un nulla senza rischi che ci fa sputare millimetri di sillabe inservibili, che ci fa sperare di salvarsi dalla malattia..grazie amico mio per questo e per altre cose....