“Come fa il bambino quando gioca o l’uomo quando gioca a quei giochi in cui l’infanzia si eterna” accucciandosi al riparo della distanza dalle stelle, in quei morsi di domande ai quale non trova sollievo. “Dove ogni domanda è la perdita di un intimità o, l’estinguersi di un’adorazione” il chiedere svanisce, frantumando il mistero e nulla è quel residuo di stupore, se manca la speranza del contatto. Allora la parola non supplisce, ma invoca, non sussurra ma grida ,quella mancanza che fa tremare la terra dove l’uomo che patisce affonda nell’incomprensibile silenzio delle cose.
(le citazioni sono di Maria Zambrano)












