Mi riverbero nell'uomo marginale, ma incapace di sogni stanziali, aspiro a una dignità che giustifichi il mio niente.
Cerco di appagare la mia anima pellegrina con aspirazioni coloniali, così tanto per lasciarmi traghettare da metafore di viaggio.
Si pone la questione di questa notte ignobile, dove danzante pavoneggi aspirando le vocali, ma in fondo sì pensavo peggio, forse a giorni tutti uguali.












