mercoledì, 23 luglio 2008
e dirli non basta perchè c'è sempre un caldo che ti sfianca o qualche freddo che ti fa rabbrividire, non basta come non basta niente, come le parole a bassa voce, come restare sulle scale, vuoi sapere se siamo timidi o imbecilli, ma credo si tratti solamente di una scoperta clamorosa
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martedì, 22 luglio 2008

Stavano succedendo delle cose

in questo tempo che è tutto suo madre

ma di passare ringrazia.

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venerdì, 18 luglio 2008
è un tempo diverso, più aspro, più furbo è un tempo che fa male, dove non mi piacciono i buoni, ne i pensieri in gola, ne questi mesi in difesa...poi questa veglia del cazzo che sarà la luna di luglio o quello che non voglio ne vedere ne sentire..ogni tanto cade un silenzio anche per queste parole puttane e comari che non mi lasciano stare..il prezzo da pagare per chi non osa, questo tramontino post romantico, post desistenza..post ogni cosa...e questa sera ho l'intervista alla radio per salvare questi fogli indecenti dal fuoco e dal loro ritrito uso..mi fermo lo giuro a sciogliermi in cielo, mi fermo a margine con tutte le note, voglio solo respirare verso te e il resto accade nel titolo come nei quaderni
ti  abbraccio
ale
domenica, 29 giugno 2008

"il fare  un libro è men che niente se il libro fatto non rifà la gente" 

Giuseppe Giusti

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martedì, 24 giugno 2008

appesi a segmenti d'esistenza

racchiudendo l'accaduto in un titolo

dischiudersi al cielo

 

Se il tempo poetico è un tempo emotivo ogni attimo di scrittura è il tentativo di irradiare un testo. Vivere  consapevoli di un tempo emotivo vuol dire fornire una stampella alla carne, un  sostegno al vedere, un cuore in discesa che rotola verso qualcosa  che si predispone alla bellezza.

Credo in una scrittura "autorivelantesi" se quando mi rileggo non mi scopro, ho prodotto solo scorie . Un tempo pensavo bastasse liberarsi di questi detriti per scrivere una pagina, ma non è così, è necessario arrivare al cuore dell'impostura che ha nella sua essenza quella di essere smascherata. In questo procedimento le parole si rivelano per ciò che sono per il loro carattere d'innocenza, perchè compito di chi scrive è liberarsi delle parole colpevoli, lì risiede l'immane fatica, lì gronda tutto il sudore...

lunedì, 23 giugno 2008

IMG_3314

 

depositum fidei

entrare così nella possibilità della migrazione

nell'esistenza delle parole innocenti

direzione del mondo tra piccoli litigi.

martedì, 17 giugno 2008
Il tempo ha evacuato la terra dei fantasmi
snudato le lunghe lance della luce
che sfiora il tocco lieve dell’aria,
mentre si allungano ad accarezzare
insinuando la punta sul tavolino
per raddoppiarmi d’ombra le mani,               
cammino dove più non potevo,
è solo chi il buio l’ha sceso
a vedere dove viene l’amore
come un fuoco dentro distante
in sentieri che non hanno riparo.
 
 
 
sono sui passi per non rimanere
come ieri, o era un altro magari
un viaggio che si adatta
al non essere più vero
di questo silenzio sceso
su chi non ti usa
su chi non ti chiama casa
per restare a bocca chiusa
 
 
 
Nel tempo s’impara a migrare internamente,
per cambiare casa non occorre traslocare:
sbiadiscono le voci come stanche foto
non danno nostalgia paesaggi già sommersi,
s’incartano i ricordi belli per riporli
come ciò che del vissuto è stato risparmiato.
È una musica l’assenza che sfuma intensamente,
siamo note nel vuoto a cercare uno spartito
e non resta bianco all’infinito il pentagramma.
 
 
 
irreparabilmente
vedi torniamo a esser deboli
in ogni giorno che al futuro assomiglia
in un posto speciale dove
tragicamente
disperarsi a pochi passi da casa
dove il tempo non è pieno
ma solo arrotondato per tornare
 
 
 
Sentire il moto inverso della vita
comporsi sotto il passo di tallone
è stato un giorno come rivenire,
non nelle pupille ma nel bianco
dell’occhio imprime la fascinazione,
animare dita timide di ombre
segnare volti in pace all’ubriaco
che sugge luce nel deserto dell’attesa
dove dimora è chimera in lontananza,
oasi coincisa col principio del ritorno
senz’aver coperto la distanza.
 
 
 
Dove eravamo dimmi
e dov'era il tentativo
in fondo a quello che non abbiamo saputo
interrogare
sonnecchiando nelle parole non dette
aspettando bottiglie dal mare
 
 
 
 
 
Chiara De Luca                                                                                                                                                               Alessandro Assiri      

 

 
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sabato, 14 giugno 2008

furio-impostura

con un centimetro di tutto

il suo dire non è in parole

C'è un getto eppure c'è una gestazione in questo omaggio di Furio ai quaderni, la presenza dell'esperienza, il dato inquisitore che chiede ai demoni la provenienza ha lo stesso reclamo, la stessa supplica che rivolgiamo all'invisibilità: mostrati...e allora eccola l'impostura, quella vera, quella che progetta un nulla senza rischi che ci fa sputare millimetri di sillabe inservibili, che ci fa sperare di salvarsi dalla malattia..grazie amico mio per questo e per altre cose....

 

venerdì, 13 giugno 2008

Come rispondiamo alla vita? In fondo ogni arte è espressione di questa interrogazione. Concepisco il gesto artistico come il tentativo di porre in essere interrogazioni, in sostanza scrivo sempre domandandomi. Questo genera quasi una "posa ontologica "della domanda perchè chiedere e produrre(poiesis) diventano sostanzialmente contemporanei.

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giovedì, 29 maggio 2008
assiri_Big_volume

Disponibile sul sito di Lietocolle

 a breve su tutti i circuiti e a richiesta nelle librerie.

Ringraziando.

Alessandro.