domenica, 09 marzo 2008

incontri improvvisi

per l'appunto

come amori tra l'asfalto

in imbarazzo

attieniti all'amore

luogo geometrico

di rapporti sciolti

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domenica, 07 gennaio 2007

Con la prefazione di Alberto Mori è uscito per Lieto Colle il mio ultimo lavoro "Modulazione dell'empietà" un ritorno alla poesia,  dove  cercando di usare un verso breve, meno sforzato ma più denso, ho provato a raccontare una storia dipanandola in piccole liriche, immaginando 24 sequenze prima di una dissoluzione.

 

 

copertina modulazione

 

Disponibile per ora sul sito di Lieto Colle . A breve in tutte librerie telematiche e forse, "elemosinando", anche dal vostro libraio di fiducia...

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giovedì, 05 ottobre 2006
Come le volte che non avevo nulla da dire ma sono stato incapace di tacere; filosofia del linguaggio o quattro balle per apprendisti stregoni. Logica dell'intervento o pura intromissione, forse solo quel poco d'invadenza che esercitiamo tutti. L'ansia del commento che riflette questa logica perversa, queste frequentazioni sporche, quasi ci fosse qualcosa che la vita t'insegna, il sottile movimento del dare e del ricevere...ma io ho sempre bazzicato il brusio dell'ascolto, ho sempre imparato leggendo, immedesimandomi poco, perchè sono incapace di sentire fuori da me...e che strano quanta curiosità mi ha sempre destato chi presuppone di andare più in là, sempre mi sono chiesto come facciano.. a quelli sì a quelli lascio quattro righe, mosse dal mio stupore, dal fango del mio chiedere. 
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martedì, 03 ottobre 2006

Potrei prendermi cura di te, dei brandelli delle tue mani, di un pizzico della tua paura. Costruisco con ciò che mi è rimasto, ho dissipato molto di tutto quello che mi è stato consegnato. Potrei odiare ogni mente che si rifugia in un dramma solo per il piacere di cavalcare una tragedia

...ma in fondo cerco solo di rimanerti accanto, come se quel per sempre potesse sopravvivermi, una speranza di durata che riflette ogni esistenza...per dire sono io nonostante tutto, nonostante nessuno mi chiami più per nome. 

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lunedì, 22 maggio 2006

La voce dei poeti esiste nel risveglio anche quando si lamenta di esser morta, é quell'"punto pullulante,dell'origine continua" come sosteneva Luzi, che rende la parola sorgiva. Credo che il compito di ogni parola detta, debba essere il risveglio dal sonnambulismo della mente e per questo,  coltivo un avversità verso la parola pigra. Amo la parola che non si limita al suo dire , ma che rimane da guardare dischiudendosi ad altri significati, ogni qualvolta la si pronuncia sottovoce.

A quasi un anno dall' apertura di questo blog, mi ritrovo ancora a condividerne le idee di partenza, quell'elogio all'insignificanza, che dobbiamo attribuire alle piccole cose e ai movimenti sottili dell'anima . Quel "nessuno" che avevo assunto solo come interlocutore è invece diventato un referente abituale per i miei malesseri, un capro a cui addossare le colpe, e tante altre cose ancora, ma la sua superfice liscia l'ha reso quasi uno specchio, per tutti quelli che hanno avuto voglia di affacciarsi.

 

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mercoledì, 22 marzo 2006
Esce per i primi di Aprile il mio nuovo libro: "il giardino dei pensieri recisi" di Alessandro Assiri  per i tipi di Aletti editore. Contiene molte delle riflessioni apparse qui, rielaborate e corredate da un organico, che ho creduto di rendere più accessibile e tanti altri frammenti di un percorso letterario che dura  da tanti anni. Il libro è preceduto dalle parole di un amico: Paolo Ruffilli, scrittore ben più affermato di me, che regalandomi la prefazione ha investito un po' del suo tempo sorbendosi per primo la mia lettura. Disponibile su IBS e in tutte le librerie ,con un canale privilegiato per La Feltrinelli, dove si evita magari di essere presi per alieni, se si chiede qualcosa non in scaffale. Per correttezza ,comunico che i proventi di mia competenza saranno devoluti in beneficenza e che se qualcuno è interessato a una copia, basta che mi comunichi il recapito in privato.
lunedì, 13 febbraio 2006

Ridicoli quei giorni in cui non aspiro a sentirmi Dio. Con questo germinare di postulati provocanti, osservo di sbieco la mia umana natura e sorrido alle conquiste che ho confuso col delirio.

(sulla bufala di essere umani e accettarlo gioiosamente)

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giovedì, 05 gennaio 2006
Credo che una delle maggiori ansie della modernità sia l’abitare questi non luoghi, spazi fabbricati artificialmente privi di ogni territorialità. La rete ingloba , fagocita pensieri e rigurgita deliri, sputa sentenze perché immette parole protette dall’invisibile. La psicologia dei poveri, una farmacopea da cerusico autorizza chiunque a proporre rimedi. La parola si svuota delle sue valenze, non per essere fraintesa, ma per abolire il suo significato, ma tutto questo avviene senza la bellezza della favola o del mito che non inaugurano, ma completano la ragione. In questo svuotamento della bellezza risiedono tanti miei timori. Dove nascono gerarchie ci sono sudditi e parole pontificanti, ma non comunicazione, l’essenza della partecipazione è il riconoscimento. Chi scrive ha sempre una sottile bramosia di raggiungere, di depositare o veicolare una sillaba e la cultura dell’accesso ha amplificato l’illusione di diventare tutti fruibili, ma poter accedere a tutto è l’apoteosi dell’insignificanza e la parola diventa solo scoria, residuo e talvolta rifiuto. Il marasma confonde, la folla mistifica, la propaganda diventa un lamento e una richiesta di aiuto appare una resa.

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sabato, 31 dicembre 2005
Quell’impercettibile dolore in ogni mutamento, quella speranza irrisa in ogni miglioria
..e tra il serio e il faceto accoccolati a raccontar novelle, ingannavamo questo tempo braccato dalle attese.
 
Questo fogliaccio da domani prova a cambiare un po’ faccia resterà l’insignificanza come compagna di viaggio, ma un cambiamento di direzione, per altro già avviato, cercherà di trascinare parole un po’ più intimiste in un cammino “svelante” dove spero di incontrarmi.
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mercoledì, 28 dicembre 2005

Ho uno scrivere emotivo più esposto. Rintraccio il ricordo perchè archivio meglio. Supplisco a un disordine soffiando sulle scorie. Ho un ritorno di polvere che ogni tanto si accumula.

Mi preparo a ricevere poco prima di accogliere, e a volte mi rallegro che qualcosa non accada

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