incontri improvvisi
per l'appunto
come amori tra l'asfalto
in imbarazzo
attieniti all'amore
luogo geometrico
di rapporti sciolti
Link | categoria:parole, pensieri, poesia, approcci
incontri improvvisi
per l'appunto
come amori tra l'asfalto
in imbarazzo
attieniti all'amore
luogo geometrico
di rapporti sciolti
Con la prefazione di Alberto Mori è uscito per Lieto Colle il mio ultimo lavoro "Modulazione dell'empietà" un ritorno alla poesia, dove cercando di usare un verso breve, meno sforzato ma più denso, ho provato a raccontare una storia dipanandola in piccole liriche, immaginando 24 sequenze prima di una dissoluzione.

Disponibile per ora sul sito di Lieto Colle . A breve in tutte librerie telematiche e forse, "elemosinando", anche dal vostro libraio di fiducia...
Potrei prendermi cura di te, dei brandelli delle tue mani, di un pizzico della tua paura. Costruisco con ciò che mi è rimasto, ho dissipato molto di tutto quello che mi è stato consegnato. Potrei odiare ogni mente che si rifugia in un dramma solo per il piacere di cavalcare una tragedia
...ma in fondo cerco solo di rimanerti accanto, come se quel per sempre potesse sopravvivermi, una speranza di durata che riflette ogni esistenza...per dire sono io nonostante tutto, nonostante nessuno mi chiami più per nome.
La voce dei poeti esiste nel risveglio anche quando si lamenta di esser morta, é quell'"punto pullulante,dell'origine continua" come sosteneva Luzi, che rende la parola sorgiva. Credo che il compito di ogni parola detta, debba essere il risveglio dal sonnambulismo della mente e per questo, coltivo un avversità verso la parola pigra. Amo la parola che non si limita al suo dire , ma che rimane da guardare dischiudendosi ad altri significati, ogni qualvolta la si pronuncia sottovoce.
A quasi un anno dall' apertura di questo blog, mi ritrovo ancora a condividerne le idee di partenza, quell'elogio all'insignificanza, che dobbiamo attribuire alle piccole cose e ai movimenti sottili dell'anima . Quel "nessuno" che avevo assunto solo come interlocutore è invece diventato un referente abituale per i miei malesseri, un capro a cui addossare le colpe, e tante altre cose ancora, ma la sua superfice liscia l'ha reso quasi uno specchio, per tutti quelli che hanno avuto voglia di affacciarsi.
Ridicoli quei giorni in cui non aspiro a sentirmi Dio. Con questo germinare di postulati provocanti, osservo di sbieco la mia umana natura e sorrido alle conquiste che ho confuso col delirio.
(sulla bufala di essere umani e accettarlo gioiosamente)
Ho uno scrivere emotivo più esposto. Rintraccio il ricordo perchè archivio meglio. Supplisco a un disordine soffiando sulle scorie. Ho un ritorno di polvere che ogni tanto si accumula.
Mi preparo a ricevere poco prima di accogliere, e a volte mi rallegro che qualcosa non accada