
depositum fidei
entrare così nella possibilità della migrazione
nell'esistenza delle parole innocenti
direzione del mondo tra piccoli litigi.
Link | categoria:parole, pensieri, ozi e tramonti, appunti e note, chiedi alla polvere, 77 storie

depositum fidei
entrare così nella possibilità della migrazione
nell'esistenza delle parole innocenti
direzione del mondo tra piccoli litigi.
fermentano parole mute: sussultando
ti leggo a gennaio come se avessi bisogno d'inverno
per rimanere in balia del bello
farsi accadere
e poi lasciarci cercare
per dipanare insieme un mistero
Si può stare di spalle a scandire il tempo con il piede
e quelle cose che che capivamo solo in tre, ma da qualche parte brillavano lo stesso
ti ricordi la questura in strada, quando con "walking on the moon" mettemmo le casse sul balcone
e i bassi si regolavano a orecchio
Nessuna certezza, abbandono e crudeltà si celebrano da sè, spingendo più in là tutto quello che sappiamo raccontare di noi e delle cose. Eppure c'è stato..e avevamo 20 anni, in quella luce che appariva morbida, dove le ombre erano figure a cui attribuire identità
In questo parlar d'altro
per chiudere il discorso
un buco di memoria
dove si deve affondare.
Ti prego, mettimi da parte
cosi che possa avere
una cattiva opinione di me
per tutto quel tempo
per quattro isolati
di giovinezza perduta.
Voglio dissentire da tutto
da parenti piagnoni
dall'eleganza morale
che è solo belva di notte
per sempre in ritardo
dai nostri giorni agitati e scossi.
Oggi è pieno di muri, una nuova estetica della sicurezza.
e confinare lo sgradevole a due passi da me
mentre vivo di borgo e contrada di desiderio che stride
mi protegge il muro, mi preserva dal futuro
al lupo, al lupo
o forse non è d'uopo
disturba la quiete
fascia oraria sgangherata.
si tratta di due mondi separati che si escludono reciprocamente, di scarsa importanza,peggio ancora di tendenza. Poesia sociale, Dio me ne scampi, con così troppi cantautori è fatica andare avanti
C'era l'orgoglio di capire e poi la certezza di una svolta
come se capir la crisi vuole dir che si è risolta
( Gaber- Luporini, i reduci)
credevo nel comprendere nell'abbracciare tutto, lo sbocciare di un fiore , la tristezza di un lutto
..ma capire è un impotenza di fronte alla debolezza dell'agire, un esercizio di stile , un inutile frivolezza..
negli anni veloci manca il tempo per fare, per dedicare il tempo a elogiare l'errore, per svegliarsi al mattino con un cattivo sapore