
a breve su tutti i circuiti e a richiesta nelle librerie.
Ringraziando.
Alessandro.
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tornando a casa
senza consigli
impariamo ad accontentarci
dell'imperfetto
L'essere che può essere compreso è un essere del linguaggio" Gadamer
In questa indefinibilità possiamo appartenere solo all'inchiostro in potenza, possiamo frugare solo nel "secondo me" e forse guardare al nostro limite con sospetto. Se siamo della parole e siamo della scrittura soggiorniamo nel fraintendimento e la comprensione è altrove,ma quanto abbiamo lasciato diventare oggetti i nostri libri, quanto cose, anzichè testimoni? Oggettivizzare il libro è perderne le tracce dell'esperienza è pretendere che gli oggetti si rivelino senza interrogarli.
Ma io non ti conosco
nemmeno se mi metti fretta
tra questa parte di mondo
e questo mondo da parte
e si fa più bella la strada
a 4 passi dietro te
alle cose per caso
con il fiato sospeso
e non c'ero quasi mai
con questa faccia infelice
a lasciare tutto com 'è

ringraziando Annamaria e Stefano per la serata di ieri
Un incontro più dedicato ai contributi che non alla lettura di nostri testi, ma proprio per questo più fedele a quella forma di accompagnamento della poesia che in questo periodo sto cercando di portare avanti
In fondo a te c'è un pressappoco, come un forse nelle vene o un venerdì di nuovo
Quelli con l'avvenire in fresco nello stesso posto dove si tenevano i limoni
con le stesse acide promesse, gravide di tutto e di quei bei discorsi che si fanno adesso
adesso che il tempo è quel che è e ci ripariamo da tutto questo sole, da questo troppo vedere
da questo troppo rumore
non ho saputo spostare questo tempo mite, questi minuti senza vento e senza mare
ho partizioni del tuo viso, come lampi e cicatrici di vocaboli lontani spediti in nessun dove
non c'è altro che le tue gambe sollevate, come se corressi sempre a quattro radici dalla terra
vorrei essere impaziente molto più di adesso e alzare, ma di poco queste note troppo basse

Cerchiamo qualcosa che ci spaventi meno dell'orrore della gratuità, cerchiamo un rifugio nella strumentalizzazione, perchè è più facile attribuire ideologie che ammettere il fallimento delle idee. Siamo talmente vili che preferiamo riesumare i fantasmi del nostro buio recente, piuttosto che affrontare quelli generati dal nostro squallore. Crediamo di salvarci abbracciando vergogna e rispetto, ogni frammento lo scambiamo per verità, ma parliamo solo di frammnenti di miserie, la verità sì, la verità della rovina.