domenica, 30 dicembre 2007

morandi

 

Tutti i giorni , quando la vita si prolunga nelle cose, il poeta non ha bisogno di dipingere la parola per appropriarsene, ma deve sempre sapere che la parola è comunque dipinta. Guardare il mondo è non sovrapporre nulla che nei nostri occhi già non viva

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venerdì, 28 dicembre 2007

Sentivo i tuoi passi

malati nel selciato

di ieri scorrere come

ultima risorsa

degli arti indolenziti.

Le lacrime poi sono case

ammonticchiate che i turisti

vedono dal mare

scogli e gambe che oscillano

dove la terra c'era.

Come il tono brusco e secco

e la lenza fatta con il filo

sul davanzale due gerani

bruciati dal vento

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mercoledì, 26 dicembre 2007
Solo chi ha certezze può ancora stupirsi, qualcuna almeno, giusto così per essere contradette, chi è amante delle parole lunghe ha solo ripieghi, come me, cultura del ripasso e in fondo ad un umore salato, pizzicchi di disappunto. Sorrido troppo poco, deve essere questo lirismo degli ultraquarantenni o l'essenza degli amanti, esseri gocciolanti di nuovo pronti per il mare
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sabato, 22 dicembre 2007
b7_1
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venerdì, 21 dicembre 2007

12

Ti ritrovo spesso in questa bellezza debole, e inseguo la dissoluzione del tuo viso che assume forme consuete, che mi rassicura come il canto di una madre e mi culla da questa distanza incolmabile.

 

Chissà se posso ancora fuggire o sono già sulla strada del ritorno?  Forse il compatire è sempre così stretto al bisogno di amore, che non riesco più a riconoscere la carità e allora mi rifugio in isterie gelose, per rivendicare ciò che non possiedo. Vorrei più tempo per ascoltare i tuoi finali a sorpresa, quelli che spostano le rughe dal cuore e rasserenano almeno per un po’..ma sono gia via, tutto proteso verso un nuovo ricamo, cercando di convincermi dell’inutilità di ogni missione e dell’inganno di ogni comunicazione, che altro non è, che la richiesta partecipazione di un dolore.

 

Pensavo anch’io che fosse scontato riuscire almeno a darsi il buongiorno,  ma tutti gli appuntamenti che abbiamo mancato, inevitabilmente condizionano e a volte è meglio così. Ascolto poca musica, solo note rubacchiate da una radio in disuso, hai ragione tu, gioco solo a nascondino e grido sempre  tana, quando mi sorprendo accucciato dietro un muro.

 

Attendo che sia ..e poi liberi tutti.

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mercoledì, 19 dicembre 2007

mentre torno a fare quello che non so fare anche le cose si incamminano inseguendomi..detta così sembra persecuzione invece è solo compagnia

passione del raccolto

eterno batticuore

di grappoli sospesi

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domenica, 16 dicembre 2007
e anche noi adesso
oltre i prati, calpestando
alle corde e poi poca
fortuna e una ruga
solcando
come fosse fosso
da riempire o saltare
 
 
(vocazione alla vita
in quattro battute
rallentando)
 
Ti richiamo.
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sabato, 15 dicembre 2007

11

Impossibile anche solo immaginarti. L’amore per tutto ciò che fugge ci fa dimenticare il residuo. Desiderare è desiderare di svolgersi.

 

Non conta più nulla, nemmeno la dolcezza di un certo appassimento, la tenerezza dello sfiorire esalta la deformità delle parole e gratta una terra intrisa di ombre. Il mondo, che scompare nella sua rappresentazione.

E’ sempre così raro fantasticare un movente per l’ingratitudine, s’incolpano gli odori, le spalle ingobbite o gli sguardi che tracimano assenze, questo vento impetuoso che fa cadere le stelle ed io che nemmeno ho saputo sfiorarti.

 

No Maddalena, per quest’ansia di vita non abbiamo attenuanti, soltanto risvegli e mani sudate, qualche corsa frettolosa, il male delle cose che ci strappa affermazioni. Mi piacerebbe dirti è tutto vero, ma per chi come noi non ha preso rifugio, la verità è una piaga, un’ansia dell’immediatezza, poco adatta alle ultime file.

 

Sono passioni quei granelli che hai confuso con la sabbia e la mia loquacità che a volte ti ha curato  l’insonnia  ha esaltato le mie doti terapeutiche

Passeggio in questo modo, girellando tra le idee senza nutrirmene avidamente, cospargendole di punteggiatura, di quel ritmico intercalare che si sofferma ad accarezzare le asperità con quelle mani rugose, scenario di vecchiezza .

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giovedì, 13 dicembre 2007

10

 

Mi spaventa anche la nostra corrispondenza, questo frenetico ritorno alle parole come se avessimo perduto i gesti. Questa necessità dell'indelebile, del rimanere di ferite, il bisogno del graffio, un’esigenza di sangue, di quello che non stipula patti, ma esalta i rancori. L'attesa svanisce, perchè puoi rispondermi subito e io non posso rimanere a immaginare le sillabe, a modulare le voce, un altro piccolo orrore di questo futuro in restauro. Sai, non c'è il rinnovo della tenerezza, il ricambio dell'innocenza e allora cosa resta? Solo quelle righe scritte di mestiere, che un tempo ci facevano sorridere, un tempo di piazza, di sortilegi e presagi...

Potremmo. Andare più piano, scriverci lettere d'amore, o rimanere così in una carezza sospesa, ingarbugliati di pretese, aggrovigliati di speranze. Come se potessimo scendere e semplicemente rimanere, così depurati dall'ansia di ogni fare, dal timore di ogni agire. Potremmo.

 Guardarci le mani e rintracciarne la vita, nei segni di quello che non abbiamo afferrato, nelle vene sporgenti, quelle che non abbiamo consumato.. e il resto..il resto sono storie di unghie, smangiucchiate dal terrore del ritardo, perchè in fondo solo la paura di non essere arrivati in tempo corrode le speranze, sbiadisce la vita.

 

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mercoledì, 12 dicembre 2007
"Quaderni dell'impostura" dovrebbe uscire in autunno del 2008 sempre per Lieto Colle; ringrazio da adesso il mio editore, gli amici Chiara e Alberto e Massimo se ce la farà a consegnarmi la parte fotografica in tempo... Dovrebbe essere un lavoro che integri "il giardino dei pensieri recisi" e che contribuisca a definire un po' meglio quello che è stato il flusso di parole di questi anni. La scelta di cominciare a comunicarlo ora è data dal fatto che dicembre è un mese dedicato agli annunci e ai propositi da smentire
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