nulla di leggero è semplicemente diverso da quel che non si fece
esaurito cosi nell'assomigliarti senza male più grande di essere
chiunque
nulla di leggero è semplicemente diverso da quel che non si fece
esaurito cosi nell'assomigliarti senza male più grande di essere
chiunque
alianti di carta suggeriscono al destino solo lievi preferenze
in questo silenzio a quattro mani, controvento
L'attesa è una stazione dell'altrove.
dove ci siamo anche rotti le palle di queste perle di saggezza
di questi distillati per l'ovunque.
cucu, in questo orizzonte di me che non afferri, si semina tempesta e si raccoglie granaglie e li abbiamo avuti davvero quegli anni, ma è stato un attimo.
Non riesco più a stare lì ad affacciarmi a questo spiraglio di mondo, a questa finestra sul niente, dove siamo senza faccia, senza corpo, anche chi esiste profuma di nulla...Io sono le parole che vivo e quelle che getto, sono gli strappi a cui questa insignificanza mi costringe, ma resisito solo nelle mani che occupo e nelle idee che non condivido. Per questa quotidianità che ho sempre percepito come deriva di una preparazione non nutro più interesse, e allora scrivo di un altrove che non abito e per me che romanzi non so fare diventa un parlare a vuoto che mi logora e mi stanca. Si scrive , si dipinge solo in questo farsi di sè, negare questo è sottrarsi, rifugiarsi in tele sporche, in righe triturate ...
(segue..forse, da qualche parte)
senza
è dove guardo e non riposo
il rumore di te che non ascolti
seduta troppo ai bordi tutta presa a tirar tardi
senza
la stagione bassa dove occorre far fatica
in questa coda di libeccio
dove ci si ammala per niente e si vive soltanto

poco prima di adesso quando tutto appariva un regalo che avrei conservato sino a luglio, il prezzo sei "tu" e non lo sa nessuno
ho superato il trauma.
sono un uomo senza disdette.
e tutte le parole sicure, quelle che ho dimenticato in giro, opzioni per un pentimento, ma anche oggi non ho vinto niente, nemmeno nell'istante che non pensavo più a quando me la cavavo meglio e guardavo giù, quella Bologna ruffiana col suo profumo da collina e malinconie in disparte...