mercoledì, 30 agosto 2006

Sono sempre quelle strade lì, le stesse dei tuoi passi e gli angoli con sempre meno sorprese. Gli stessi odori da mercato, il sudore di chi non ha coraggio di cambiare e si convince di non poterlo fare...e come è buffo starti a guardare da quei quattro quarti di distanza e immaginare che mi diverto ancora nel tuo sbuffo da massaia, per i sorrisi regalati con una certa non curanza, che si allontana poco a poco sino a diventare timidezza.

In questo catino dove ci incontriamo sempre senza vederci più, non è rimasta neanche l'illusione di un dedalo di vie per evitare di incrociarsi, come fossimo rinchiusi in una storia di carta, di strappi e manie.

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lunedì, 28 agosto 2006

un brivido d'aria

un coccio un detrito

tremore di febbre

orchestra stonata di un corpo che vibra

infrange le note

e i respiri son fiati

tonfi di sogni

occhi stropicciati

dove oscilla una trasparenza di giorno

tra persiane screpolate

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sabato, 26 agosto 2006

E' uno spazio scenico, una soglia che ribadisce una distanza, un illusione di prossimità.

In questa sensazione di vuoto risplendono le nostre titubanze, come gli aloni di un bacio in un vetro immacolato.

..e gli alberi feriti da cuori intagliati

linfa rubata da amori scomparsi

muti graffiti per testimoni di assenze 

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giovedì, 24 agosto 2006

..ha avuto un impennata frettolosa la tua uscita di scena, ma non me ne meraviglio, tendiamo sempre tutti ad accellerare verso la fine. Forse l'esigenza della teatralità, la voglia di ricordare un suono fragoroso, ad alcuni fa sbatter la porta, ad altri alzare la voce, proprio nel momento in cui non si è più uditi... e mi hanno sempre incuriosito quelle parole gridate come vuoto da colmare  e non come pieno da sfogare, la speranza fiduciosa di un approccio e non la deriva di un residuo.  

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martedì, 22 agosto 2006

Sobbalza

la vita infreddolita

infradiciata di mitezza.

Sussulta

per nulla, per timore di sbiadire

si rintana in una litania

di versi stropicciati

Singhiozza

memoria di un ricordo di brezza

rincorre un rintocco

un giorno di festa.

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domenica, 20 agosto 2006
Mi spaventa anche la nostra corrrispondenza, questo frenetico ritorno alle parole come se avessimo perduto i gesti. Questa necessità dell'indelebile, del rimanere di ferite, il bisogno del graffio, un esigenza di sangue, di quello che non stipula patti, ma esalta i rancori. L'attesa svanisce, perchè puoi rispondermi subito e io non posso rimanere a immaginare le sillabe, a modulare le voce, un altro piccolo orrore di questo futuro in restauro. Sai, non c'è il rinnovo della tenerezza, il ricambio dell'innocenza e allora cosa resta? Solo quelle righe righe scritte di mestiere, che un tempo ci facevano sorridere, un tempo di piazza di sortilegi e presagi... 
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sabato, 19 agosto 2006

Parla di sè, con distacco

di questo mare a destra

che increspato si appoggia

e pacato devasta.

Parla  e rimbrotta

per pensieri malfatti

poi quattro gocce

sulle onde in silenzio

in un mare di schiuma

di terra e assonanze 

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giovedì, 17 agosto 2006
Eravamo in tanti, sembrava aspettassimo ombre, avvisi di chiamata, sussurri di un nome udito a mala pena. Ricordo teste basse, fazzolletti arrotolati e qualche abbraccio, come timido conforto, quella solidarietà che sboccia poco prima del confine, un pelo prima dell'incapacità di voltarsi indietro...I portapacchi delle skoda sembravano traboccare di lenzuola e di cartone, di non senso e di buio, poi fiumi di bambini che sapevano già di avere riposto speranze, passavano pian piano tenendosi per mano, avvolti in coperte lacere e tarmate. Il fango disegnava dilemmi che crescevano a ogni passo incerto, verso quella sbarra che tracciava la riga tra la vergogna e la decenza. Eravamo in tanti, con le vecchie Nikon a tracolla e la volontà precisa  di non immortalare niente
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lunedì, 14 agosto 2006

Questa grande quantità di dettagli che mi assale senza prepotenza, le piccole minuzie di una vita che ha coccolato gli attimi e le cose, tra la spuma di un onda o morendo in un sorriso.

Disegnavi l'aria accarezzando con le dita, mentre mi spiegavi i graffi in margine al tuo  cuore

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sabato, 12 agosto 2006

Prova a dirmi dove, da quale strada approssimarsi a te, prova in fondo alle tue derive ad accartocciare un momento, a lasciarlo galleggiare come un frammento di noi cristallizzato nel tempo, cullato dal mare.

Ricomincio a contare, ricomincio da uno, così tanto per fare, per avere un inizio, un prologo d'estasi, come potessi morire in un preliminare.

Tutto quel che è nuovo è per forza da rifare, eliminarne il candore, e aspettare un carnevale. 

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