domenica, 30 luglio 2006

 

“Come fa il bambino quando gioca o l’uomo quando gioca a quei giochi in cui l’infanzia si eterna” accucciandosi al riparo della distanza dalle stelle, in quei morsi di domande ai quale non trova sollievo. “Dove ogni domanda è la perdita di un intimità o, l’estinguersi di un’adorazione” il chiedere svanisce, frantumando il mistero e nulla è quel residuo di stupore, se manca la speranza del contatto. Allora la parola non supplisce, ma invoca, non sussurra ma grida ,quella mancanza che fa tremare la terra dove l’uomo che patisce affonda nell’incomprensibile silenzio delle cose.

 

(le citazioni sono di Maria Zambrano)

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giovedì, 27 luglio 2006

..ho solo preso in prestito il mio contenitore, l'ho decorato di ricordi, inconvenienti piccoli come ciliege sulle torte...mi sono fermato in un respiro fatto di niente, accorgendomi che era il tuo fiato condensato, quello dove sillabavo parole gocciolanti..

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mercoledì, 26 luglio 2006

E penso a te come nella mia vecchiezza vorrei assomigliarti. Ma si può mai somigliare a qualcuno. Forse no, forse solamente si sottrae qualcosa di cui compiacersi o più semplicemente adeguarsi. " il pensiero conserva un profumo di sangue e di carne" ma per noi rimane solo l'accettabile il resto è dissolvenza, che la mente ci propugna sotto forma di ricordo. L'adattamento come unica legge del mondo. " La vera interiorizzazione conduce a una universalità inaccessibile" e allora distaccarsi diventa un assecondamento, un tentativo un po' blando per cercare di non corrompersi " ultima tappa di un cammino, punto estremo di una solitudine" o quella strana bramosia del viaggio che a volte ci prende...

( le citazioni sono di Emil Cioran)

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martedì, 25 luglio 2006

C'è un solo modo amore per evitare il silenzio , quello di lasciare il dilemma incompiuto. " tutto quel che scrivo in questi quaderni ha la caratteristica di non voler esser definitivo" Solo nel non terminato abbiamo la possibilità di ritrarre e smentire, ma sfatare il definitivamente risolto vuol dire aprirsi all'unica verità accettabile che è la trasformazione. Diffida sempre degli uomini che non cambiano idea. Sto modellando un pensiero deforme " Parlo come un brogliaccio attraverso incessanti cancellature, parole sovrapposte, scarti dove ogni tanto salta fuori una riga essenziale" , ma solo così riesco a procedere, senza afferrare solo sfiorando. " Qui e là ho trovato minuscoli frammenti di quel che volevo"

( le citazioni sono di Paul Valery)

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lunedì, 24 luglio 2006

"la dissezione del linguaggio è la mania di quelli che, non avendo nulla da dire, si relegano nel dire" 

Allora ci avviciniamo all'essenza solo distaccandoci dalla parola e già questo basterebbe per decretare il mio fallimento, non certo stilistico, ma come tentativo di avvicinarsi al conoscere, quel bisogno di rigettare i demoni fuori da sè

" il vero scrittore scrive sugli esseri, le cose e gli avvenimenti non scrive sullo scrivere si serve delle parole, ma non vi indugia"

...ma io se non indugio non plasmo, non sono mai riuscito a modellare in fretta, solo il silenzio allora giustifica, quel silenzio insostenibile che brama una risposta, che muore attendendo...No , non è vita il tacere, l'unica cautela è forse non spandere    

( le citazioni sono di Emil Cioran)

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sabato, 22 luglio 2006

Mi riverbero nell'uomo marginale, ma incapace di sogni stanziali, aspiro a una dignità che giustifichi il mio niente.

Cerco di appagare la  mia anima pellegrina con aspirazioni coloniali, così tanto per lasciarmi traghettare da metafore di viaggio.

Si pone la questione di questa notte ignobile, dove danzante pavoneggi aspirando le vocali, ma in fondo sì pensavo peggio, forse a giorni tutti uguali.

 

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venerdì, 21 luglio 2006

Pubblico di seguito una recensione al mio libro dell'amico Alberto Mori per le riviste da lui curate; non per vanagloria , ma per sottolineare il cambio di direzione che a breve vorrei dare a questo blog. Vorrei trasformare lettere a nessuno in un dialogo con i miei autori di riferimento, in quel botta e risposta che ogni giorno animano i miei conflitti, far parlare un po' di più quelle voci che animano il tanto citato condominio e che popolano quell'orizzonte delle idee senza le quali non esiste ne trasformazione, ne tantomeno cultura.

alessandro

"La frammentarietà del senso si è dispersa negli automatismi del quotidiano che cancella la volontà di sentirli e pensarli.

 L'uomo multifrenico asseconda stimolazioni d'ogni tipo e rifugge la riflessione.

Si affida all'immagine per far scomparire quel che resta dell'essere.

 Accade che in un giardino considerato non più edenico, ma perituro,fatto di sostanza intellettuale individuante si tenti una riscoperta:

Qualcosa è stato sezionato e separato ed in una sorta di autolaboratorio

di scrittura esistenziale ,ci si confronti anche con tutto ciò che non si è

e non si potrebbe essere.

 "Il giardino" appassito e irrisolto di Assiri è in bilico fra  nichilismo

d'azzeramento pronto ad un capovolgimento improvviso ed un tentativo

di "squartamento" alla E. Cioran.

E resiste nel bel mezzo di queste polarità.

Allertato anche a rovesciare e a far male a tutto quanto enuncia.

 L'ammorbidimento però non viene a mancare, quando l'energia dei

sentimenti fa comprendere anche la razionalità/irrazionale dei pensieri.

 Allora smette anche la nausea compiaciuta. 

L'altro diviene relazione presente della necessaria possibilità dell'esistenza.

 

"Il Giardino dei Pensieri Recisi" è la maturità dei fiori tolti per durare.

 Sfida il distacco dell'attesa con una imminenza di verità.

Nella constatazione della vanità di ogni sforzo umano."

 

 

Giugno 2006                                          Alberto Mori

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giovedì, 20 luglio 2006

Non ci dobbiamo nascondere dietro un fraintendimento, l’unico orrore di cui dobbiamo rispondere è quello di cui partecipiamo, questo assurdo meccanismo che ci fa credere possibile ridurre le distanze, attutire i dolori condividendoli con degli sconosciuti. Io sono come scrivo e quando leggo un altro lo faccio con attenzione, ma uno scritto su uno schermo non riesce ad andare oltre un empatia da romanzo. Pensieri banali, pensieri elevati non ha nessuna importanza quando puoi sfuggire con un click ,il carattere effimero delle scelte è il più grande disagio del cuore, da qui non nasce solo instabilità, ma si genera freddezza. La conoscenza ha un valore assoluto che è la reciprocità, questo avviene quando l’umano spalanca all’altro le porte, avviene nello sguardo, avviene nel gesto, in una carezza o in una smorfia. Senza questo tipo di comunicazione in me risiede solo paura, vedo solo miraggi, sirene, mani tese che scompaiono quando sbatto le ciglia. Idealizzo parole che per me hanno sempre espresso idee e mi smarrisco in sorrisini fatti con gli smile. Le persone mi piace sentirle, non ascoltarle . L’esperienza di questo blog nacque come mia personale piattaforma di scrittura e probabilmente, così com’è sta volgendo al termine  Sono uno scrittore che per fortuna non mangia di quello, ma che solo di parole dette vive. Mi piacciono gli approcci graduali, ma detesto le frasi sbocconcellate, in nessun modo era mia intenzione sbatterti la porta in faccia, ma solo spiegarti meglio quello che puoi aver interpretato come freddezza.

alessandro

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mercoledì, 19 luglio 2006

Affezzionato a una pazzia ho amato il resto dei tuoi giorni, a volte da stupido ho creduto di poterti trattenere e ho cercato parole  per poterlo raccontare

..eravamo già là, dietro i colpi di pennello che imbrattavano le tele, senza bisogno di pose, di estenuanti attese, eravamo nell'idea ,nel sogno da cortile, nel battito di ogni vita che abbiamo difeso.

" fottere è aspirare ad entrare in un altro e l'artista non esce mai da stesso"   (Baudelaire)

..eravamo e con questa presunzione non ci siamo mai incontrati,.in quel paesaggio lunare, dove l'ombra di ogni uomo è solo un impostura.

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martedì, 18 luglio 2006

In fondo ogni uomo non ha altra vita che quella che merita, son tutte uguali le biografie dei vinti. Nell'attimo in cui si stabiliscono differenze tra le tradite esperienze e l'istante illustre, dove il sapore dell'esistenza è questo vivere che annoia.

Ascolto il suono di chi ha cantato il tedio e penso a Valery a Charles e a Janet, ne rintraccio le righe allungando la mano e fremo....perchè null'altro posso fare che fremere e gemere, come un amante in balia dei sensi in un preludio d'orgasmo.

Poi, disinteressandomi a ogni cosa che duri più di un minuto, mi appello ai tuoi occhi per trarne sollievo, così resto immerso e per fortuna non scrivo

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