Pubblico di seguito una recensione al mio libro dell'amico Alberto Mori per le riviste da lui curate; non per vanagloria , ma per sottolineare il cambio di direzione che a breve vorrei dare a questo blog. Vorrei trasformare lettere a nessuno in un dialogo con i miei autori di riferimento, in quel botta e risposta che ogni giorno animano i miei conflitti, far parlare un po' di più quelle voci che animano il tanto citato condominio e che popolano quell'orizzonte delle idee senza le quali non esiste ne trasformazione, ne tantomeno cultura.
alessandro
"La frammentarietà del senso si è dispersa negli automatismi del quotidiano che cancella la volontà di sentirli e pensarli.
L'uomo multifrenico asseconda stimolazioni d'ogni tipo e rifugge la riflessione.
Si affida all'immagine per far scomparire quel che resta dell'essere.
Accade che in un giardino considerato non più edenico, ma perituro,fatto di sostanza intellettuale individuante si tenti una riscoperta:
Qualcosa è stato sezionato e separato ed in una sorta di autolaboratorio
di scrittura esistenziale ,ci si confronti anche con tutto ciò che non si è
e non si potrebbe essere.
"Il giardino" appassito e irrisolto di Assiri è in bilico fra nichilismo
d'azzeramento pronto ad un capovolgimento improvviso ed un tentativo
di "squartamento" alla E. Cioran.
E resiste nel bel mezzo di queste polarità.
Allertato anche a rovesciare e a far male a tutto quanto enuncia.
L'ammorbidimento però non viene a mancare, quando l'energia dei
sentimenti fa comprendere anche la razionalità/irrazionale dei pensieri.
Allora smette anche la nausea compiaciuta.
L'altro diviene relazione presente della necessaria possibilità dell'esistenza.
"Il Giardino dei Pensieri Recisi" è la maturità dei fiori tolti per durare.
Sfida il distacco dell'attesa con una imminenza di verità.
Nella constatazione della vanità di ogni sforzo umano."
Giugno 2006 Alberto Mori