domenica, 30 aprile 2006

... rumore di appunti di approcci un po' più lenti. Pausa. Una metodica cadenza che ti scivola dentro, il sospiro di un mantra..e sono incapace di parlare di me, della mia profondità .

..sapessi quanto temo questo essere esposti alla vulnerabilità, questo spasmo di rincorrersi per lunghezze siderali. Fatti largo..magari qualche spinta, per arrivare prima alla stazione delle attese, al porto abbandonato delle parole spese.

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mercoledì, 26 aprile 2006

Ferite che sono un ricordo, altre solo numero, sopportazione di un dolore dipinto e di cose non dette. ...Poi frasi da inseguire, sospiri dove lasciarsi andare, forse morire, di nostalgia, noia o di poca importanza.

Giro attorno, ho un fare indeciso, un andamento approssimato di chi confonde aspettative con partenze.

 

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lunedì, 24 aprile 2006

Accanto a un "ogni tanto", e non oltre "qualche volta"

disarmo quel congegno

che confonde il tempo mio

con l'ansia di star solo

e abituato come sono a camminarti accanto

mi rattristo se solo ti soffermi.

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domenica, 23 aprile 2006

..ci sarebbe da aggiungere quel poco di allegria e quella spensieratezza che abbiamo perso per strada, fingendo di essere diventati grandi. Forse quelle bugie che ci facevano sorridere, servivano solo a mascherare un dolore, ma in ogni carenza si nasconde un pretesto...

e tutte le volte restavamo lì, pronti a ritrattare, schiavi di una scorribonda o di un abitudine noiosa

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venerdì, 21 aprile 2006

Chi morirà per primo ? Che buffo modo di salvaguardarsi dalle incertezze del futuro, di preservarsi dal riscatto. A volte sì, che si poneva la questione, come fosse un'ampia metafisica, invece di una stronzata. Inutile come tutte le incertezze, che altro non intendono, se non sentire vagamente.

Pieghiamo la testa al nostro essere imbecilli, al perseverare delle nostre esagerazioni e alla memoria che si fa schiava di finzioni.

Poi lo spazio che concediamo all'insulsaggine riprende il sopravvento e potremmo per ore restare disattenti, confonderci in una responsabilità e nascondersi in una catastrofe imminente.

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mercoledì, 19 aprile 2006

...e rifugiarsi nel se fosse, per non restare indietro. Nell'angolo guasto della piazza, quello pieno di imprevisti, dove alcuni hanno fatto scalo e altri son rimasti. 

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lunedì, 17 aprile 2006

cosa ho dentro, se non parole altrui che mi martellano con il loro abbandono?

 

vicende che sciupano carezze dileguandosi in miserie

 

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lunedì, 17 aprile 2006

Evitando gli sberleffi di quattro ragazzini, con quella leggerezza che ti dona solo la noncuranza del transito, osservavo le file di fronti stempiate dalle rese precoci

...e immaginavo storie, dove per tutti esisteva quel briciolo di riscatto, che in tanti avevano riposto in naftalina.

Il sottile inganno di chi cambia argomento, abbracciando una distrazione per ignorare un malessere.

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sabato, 15 aprile 2006

Ho rimesso...un po' di anima a Dio, un pugno d'incertezze. Ho guardato con interesse, atteso con ansia e sudore di mani.

Poi di nuovo a casa, per la strada più breve, quella alberata e col profumo di oleandri, cercando nelle tasche gli spiccioli importanti, per pagare un ricordo, per non parlare di niente.

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giovedì, 13 aprile 2006
Ho fatto un mucchio di chilometri senza niente da aggiungere..e pianto tutte le notti che non sapevo che fare. Sopra un mondo polveroso dove nessuno rivendica niente, nemmmeno quell'olocausto minore, che per non sminuire chiamo sacrificio. C'è un percorso obbligato per il mestiere degli uomini, pagare il tributo a parole inventate
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