tendo a stringere ciò che sfugge e a commiserare dove sono gia stato, un ulteriore piega di uno squilibrio, un altro passo che mi allontana dalla felicità
l'affanno è l'accentuarsi di ogni distanza...se solo potessi essere quel che predico, che piccolo elogio avrei concesso alla coerenza.
nulla.. o malgrado ogni instabilità, sopra tutte le lacrime versate sulle guerre finite, nonostante le trecce e gli affronti subiti
mica..lo potevamo sapere, ..siamo indovini, altrimenti ce ne saremmo presi cura o avremmo fatto almeno finta
dimmi quanto è lontana quella stanza che comincia a fare freddo
per quanti sforzi faccia placo la vanità solo narrandomi.. e questo ciarlare da comare allevia con il suo brusio l'apatia del ricordo
mi nascondo nel traffico e vorrei sorridere alla mia imbecillità
in questa distanza dove a volte mi perdo, speranzoso nel auspicare la pace, timoroso della pagina ultima
quella malriuscita, quella da bruciare
nel restare lento della fiamma guizzante, come le idee che non ho mai imparato a raccogliere
ogni quotidianità frantuma la purezza di un idea
condannandosi ad una nostalgia freme di un eterno inseguimento
e dell'aspergere bellezza