sabato, 17 maggio 2008

Ma io non ti conosco

nemmeno se mi metti fretta

tra questa parte di mondo

e questo mondo da parte

e si fa più bella la strada

a 4 passi dietro te

alle cose per caso

con il fiato sospeso

e non c'ero quasi mai

con questa faccia infelice

a lasciare tutto com 'è

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venerdì, 16 maggio 2008
 
ad Alessandro e Monica
 
 
Il tempo ha evacuato la terra dei fantasmi
snudato le lunghe lance della luce
che sfiora il tocco lieve dell’aria,
mentre si allungano ad accarezzare
insinuando la punta sul tavolino
per raddoppiarmi d’ombra le mani,
cammino dove più non potevo,
è solo chi il buio l’ha sceso
a vedere dove viene l’amore
come un fuoco dentro distante
in sentieri che non hanno riparo.
 
 
 
 
Chiara De Luca
 
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giovedì, 15 maggio 2008

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ringraziando Annamaria  e Stefano per la serata di ieri 

Un incontro più dedicato ai contributi che non alla lettura di nostri testi, ma proprio per questo più fedele a quella forma di accompagnamento della poesia che in questo periodo sto cercando di portare avanti

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venerdì, 09 maggio 2008

In fondo a te c'è un pressappoco, come un forse nelle vene o un venerdì di nuovo

Quelli con l'avvenire in fresco nello stesso posto dove si tenevano i limoni

con le stesse acide promesse, gravide di tutto e di quei bei discorsi che si fanno adesso

adesso che il tempo è quel che è e ci ripariamo da tutto questo sole, da questo troppo vedere

da questo troppo rumore


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mercoledì, 07 maggio 2008

non ho saputo spostare questo tempo mite, questi minuti senza vento e senza mare

ho partizioni del tuo viso,  come lampi e cicatrici di vocaboli lontani spediti in nessun dove

non c'è altro che le tue gambe sollevate, come se corressi sempre a quattro radici dalla terra

vorrei essere impaziente molto più di adesso e alzare, ma di poco queste note troppo basse

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martedì, 06 maggio 2008

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Cerchiamo qualcosa che ci spaventi meno dell'orrore della gratuità, cerchiamo un rifugio nella strumentalizzazione, perchè è più facile  attribuire ideologie che ammettere il fallimento delle idee. Siamo talmente vili che preferiamo riesumare i fantasmi del nostro buio recente, piuttosto che affrontare quelli generati dal nostro squallore. Crediamo di salvarci abbracciando vergogna e rispetto, ogni frammento lo scambiamo per verità, ma parliamo solo di frammnenti di miserie, la verità sì, la verità della rovina. 

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domenica, 04 maggio 2008

Insidiato dal presente

con le cose che ho dentro

e dentro bene stanno

per me di nuovo vive

ma soltanto di passaggio

Note: Insidiato dal presente? perchè chi vive solo il contemporaneo rischia l'oblio......poi diciamo le cose, ma badiamo a dirle come non stanno, siamo poeti della residenza perduta, o dove non sono, perchè non sono lì, ma a 4 passi dalla gioia...

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venerdì, 02 maggio 2008
Parlare del libro come oggetto e prodotto globale di un percorso fa sicuramente parte di una comunicazione non solo più ampia, ma più fruibile. Lavorare anche con le spiegazioni dell'assemblaggio è in un certo qual modo, artigianalizzare la storia e il percorso dell'autore. Dar modo al lettore di impossesarsi delle  note, come partecipazione al gesto creativo, la famosa scatola degli attrezzi dove curiosare dentro insieme. La nota che torna ad essere condivisione di un appunto, di un procedimento mentale che investa anche il lettore donandogli non solo un chiarimento, ma una responsabilità, quella della coscienza dell'apprendimento. Solo dopo questo si può decidere cosa leggere e cosa no, perchè sinceramente, mi sono stancato di sentire che la poesia è in crisi, i dibattiti sulla mercificazione dell'editoria etcc..in crisi è la figura del lettore che spesso ha smarrito gli strumenti del giudizio, ha perduto le linee guida, essendo stato depredato della sensibilità del giudizio. Complici di questo misfatto siamo noi che abbiamo abbandonato le nostre produzioni che abbiamo semplicemente evacuato l'opera senza accompagnarla con un fare, con un agire, nascondendoci dietro il dito dell'inesistenza della critica, della mancanza dei luoghi di ascolto, dell'affollamento del mercato, come se noi facessimo prodotti destinati al mercato e non dedicati alla bellezza.
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giovedì, 01 maggio 2008

Ho parlato per oggi una lingua e un quarto

poi vincono i cattivi

e allora non ti dico la fatica

per conoscersi davvero

ma l'opera lo sai è una sequenza sola

 

Note:  ci dispieghiamo, siamo bidimensionali, siamo il tempo lineare.

             Leggevo una rivista che non parlava di te, ma una volta ne sei stata un ritaglio

             Ho la stessa musica da quattro giorni e la Szymborska che mi frulla in testa, il discorso del

             96, vale quello che conoscono tutti. Sono la stima del niente.

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martedì, 29 aprile 2008

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vorrei un altrove qualunque

dove immaginare il cielo

diventare casa, fondamenta

per le stelle

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